
Garante: Amazon Italia: stop del Garante alla profilazione dei lavoratori
Il Garante per la Protezione dei Dati Personali ha adottato, il 24 febbraio 2026, un provvedimento d’urgenza nei confronti di Amazon Italia Logistica S.r.l., a seguito di ispezioni nel magazzino di Passo Corese (RI) che hanno coinvolto circa 1.822 dipendenti.
Al centro del caso, una piattaforma interna per la gestione delle risorse umane, denominata “XX”, nella quale i responsabili inserivano annotazioni a campo libero contenenti dati sanitari (ad esempio patologie croniche, presenza di pacemaker), informazioni sull’adesione a scioperi e attività sindacali, nonché dettagli della vita privata come separazioni, lutti e disabilità familiari. Tali dati venivano conservati fino a dieci anni dopo la cessazione del rapporto di lavoro. Sono state inoltre individuate quattro telecamere posizionate in prossimità dei bagni e delle aree ristoro, in grado di identificare gli accessi dei lavoratori.
Il Garante ha disposto la limitazione definitiva del trattamento con effetto immediato, sia sulle annotazioni della piattaforma XX in tutti i siti Amazon che la utilizzano, sia sulle immagini delle telecamere sensibili. Le violazioni accertate riguardano gli artt. 5, 6 e 9 del GDPR (liceità, minimizzazione, trattamento di categorie particolari), l’art. 88 GDPR sul trattamento in ambito lavorativo, e l’art. 113 del Codice Privacy, che vieta le indagini su fatti irrilevanti per l’attitudine professionale.
Questa vicenda rappresenta un monito per tutte le aziende che utilizzano piattaforme digitali per la gestione del personale: è fondamentale verificare le policy di conservazione dei dati, limitare gli accessi e progettare i sistemi di videosorveglianza nel pieno rispetto della normativa privacy.






